Nunzia Brisacane parla di Acque Pure Italia

Depurare l’acqua in casa: una scelta intelligente per la salute, per l’ambiente e anche per il portafoglio

Nunzia Brisacane – L’acqua è da sempre considerata una fonte primaria di vita. Componente principale di tutti gli esseri viventi, nell’uomo il contenuto di acqua si aggira attorno al 70% e può arrivare anche fino all’80% nei bambini, diminuendo gradualmente con il passare degli anni. Ma qualunque sia la nostra età una cosa è certa: l’acqua è un elemento indispensabile per la salute dell’intero organismo. Questo perché l’acqua svolge un ruolo fondamentale nei processi vitali come la respirazione, la circolazione e la regolazione della temperatura corporea. Fonte di preziosi sali minerali, utilizzata come bevanda serve a favorire i processi digestivi e aiuta il corpo ad assimilare i nutrienti di cui ha bisogno e a depurare l’organismo dalle tossine. Non meno importante, anche il nostro sistema immunitario funziona al meglio quando il nostro corpo assume la giusta quantità di acqua, pari a circa 2 l al giorno. Per stare bene però non basta solo avere la sana abitudine di bere tanta acqua: bisogna infatti anche prestare attenzione che l’acqua che scegliamo per noi e per la nostra famiglia sia di qualità.

Nunzia Brisacani

Depurare l’acqua in casa. Nunzia Brisacani

Spesso si tende a pensare che bere una buona acqua voglia dire necessariamente bere acqua in bottiglia. Per molti l’acqua del rubinetto è infatti considerata non salutare e non sufficientemente controllata. Questo clima di sfiducia verso l’acqua di rete è così radicato che gli italiani sono tra i maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia! Tuttavia ci sono cattive notizie per chi ogni giorno acquista acqua in bottiglia certo di fare la scelta migliore per il proprio benessere. Recenti studi hanno infatti dimostrato che la plastica di cui sono fatte le bottiglie, il famoso PET o polietile tereftalato, potrebbe essere potenzialmente dannosa per la nostra salute. Ma come è possibile tutto questo? In pratica durante il processo di produzione delle bottiglie, a causa delle alte temperature il PET può liberare alcune sostanze pericolose che possono poi essere passate in piccolissime percentuali anche nell’acqua destinata al nostro consumo. La contaminazione può verificarsi persino se le bottiglie vengono stoccate in modo inadeguato e rimangono esposte al sole o al caldo per un lungo periodo di tempo. Secondo uno studio californiamo si parla addirittura di 29 sostane, tra cui le più pericolose sono ftalati, antimonio, acetaldeide e formaldeide, perché possono essere potenzialmente cancerogene. Anche la trasmissione televisiva “Report” ha parlato profusamente dei possibili pericoli che si celano dietro l’utilizzo del PET, in uno speciale davvero molto interessante che vi consiglio di visionare.

Certo, per legge queste sostanze non devono superare certi limiti quindi in teoria saremmo tutelati, ma dopo avere saputo questa cosa voi riuscireste ancora a pensare che l’acqua in bottiglia è sinonimo di salubrità? Io sinceramente no. A quello salutistico, si aggiunge anche il discorso riguardo il notevole impatto ambientale che la produzione e lo smaltimento delle bottiglie di plastica hanno sul nostro Pianeta. Basti pensare che per produrre una tonnellata di PET sono necessarie 1,5 tonnellate di petrolio e 17,5 tonnellate di acqua e che nel nostro paese la plastica costituisce ben il 16% dei rifiuti solidi urbani. Anche la voce “trasporto” ha il suo notevole peso. Infatti ogni volta che un camion trasporta l’acqua in bottiglia nei supermercati consuma carburante e inquina, così come noi consumiamo carburante e inquiniamo tutte le volte che andiamo a rifornirci di acqua nel nostro negozio di fiducia. Vogliamo poi parlare della spesa economica? L’effettivo costo dell’acqua all’interno di una bottiglia equivale solo all’1% del costo di produzione totale, mentre l’imballaggio copre fino al 60% . Questo vuole dire che paghiamo più per le bottiglie che per il loro contenuto. Tanto per fare un esempio, una famiglia di 4 persone può arrivare a spendere fino a 700 euro all’anno per il consumo di acqua in bottiglia. Una cifra tutt’altro che indifferente.

Risparmiare e salvaguardare sia la nostra salute che l’ambiente si può, baste preferire la classica acqua del rubinetto a quella in bottiglia. Ovviamente perché l’acqua sia veramente pura necessita di essere trattata e depurata con apposite apparecchiature. Questo perché l’acqua della rete, che è qualitativamente accettabile quando parte dagli invasi degli acquedotti, si può contaminare durante l’attraversamento delle reti idriche, che sono innegabilmente obsolete. L’acqua opportunamente migliorata con le apparecchiature Acque Pure Italia non solo è più buona e salutare di molte acque in bottiglia, ma si riappropria delle sue caratteristiche più importanti come la dinamizzazione, una qualità che invece viene meno durante il processo di imbottigliamento. Chi sceglie di depurare l’acqua in casa inoltre risparmia centinaia di euro all’anno. E in questo modo possiamo finalmente dire addio a trasportare pesanti confezioni e anche al fastidio di dover smaltire i rifiuti. Decisamente dei vantaggi su cui riflettere attentamente per fare una scelta consapevole, non trovate?

Pubblicato da Il mio mondo le mie passioni di Nunzia Brisacani

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